Oggettivo e soggettivo





Oggettivo e soggettivo

Trascrizione rivista di una conferenza di Harry Palmer nel 1987. Questa conferenza contiene le considerazioni che stanno alla base del capitolo “La grande separazione” in Vivere deliberatamente.

Oggettivo e soggettivo. Iniziamo a parlare di questi due concetti da un punto di vista filosofico, poi vedremo quali applicazioni essi hanno nella vostra vita.
Cercando di categorizzare le realtà, qualcuno ha coniato i concetti di oggettivo e soggettivo. Oggettivo si riferisce ad una realtà che si trova la di fuori della vostra mente, mentre soggettivo si riferisce alla realtà interiore alla vostra mente. Per esempio, una sedia nel mezzo della stanza si trova al di fuori della vostra mente, vero? Così, è una realtà oggettiva. Il pensiero “bellissima sedia” si trova all’interno della vostra mente. È una realtà soggettiva. Fino adesso nessun problema.

Oggettivo e soggettivo sembrano essere categorie piuttosto logiche, fino a quando non iniziano ad intersecarsi. Per esempio, immaginate che anche tutti gli altri trovino che la sedia nel mezzo della stanza sia bellissima. La sedia viene portata in un museo ed ammirata da migliaia di critici d’arte che vengono a vedere la sedia ‘bellissima’. La realtà soggettiva di “bellissima sedia”, attraverso il consenso, inizia ad acquisire le caratteristiche di realtà oggettiva. La bellissima sedia è al di fuori della vostra mente.

Notate che il flusso di creazione, molto appropriatamente, va dal soggettivo all’oggettivo. Se ci pensate, vi renderete conto che è un’ulteriore argomento a favore dell’assioma di Avatar “la convinzione precede l’esperienza”.

Scendiamo ad un livello ancora più fondamentale. C’è ‘qualcosa’ nel mezzo della stanza. Quella è la realtà oggettiva al di fuori della vostra mente. Decidete di chiamare sedia quella cosa nel mezzo della stanza. Il pensiero “Etichetterò quella cosa sedia” è nella vostra mente, ed è una realtà soggettiva. Un’altra persona potrebbe etichettarla diversamente nella propria realtà soggettiva. “Oh, quella cosa, è un accomodo”.
Fino a che vi è disaccordo a proposito di come etichettare la cosa nel mezzo della stanza, la sua etichetta rimane soggettiva. Vi è un gruppo che chiama la cosa un “accomodo”, e vi è un gruppo che chiama la cosa una “sedia”.

Eccoci arrivati alla domanda più pericolosa che una persona possa mai porre, “Chi ha ragione?”.
La giustezza è soggettiva, vero? Nel campo dell’accomodo “accomodo” è giusto. Nel campo della sedia “sedia” è giusto. Ma supponiamo che non si tratti di “qualcosa” nel mezzo della stanza, ma invece si stia discutendo delle vostre convinzioni religiose. Vi piacerebbe se qualcuno vi facesse notare che le vostre convinzioni religiose sono soggettive? Superstizioni. Oh-oh, questo a cosa ci porta? La gente tende a difendere le proprie opinioni soggettive.

Così, bene, nella maniera tradizionale umana, il campo della sedia attacca il campo dell’accomodo e ammazza tutti. È una guerra religiosa. Nel momento in cui l’ultimo accomodante tira il suo ultimo respiro, l’etichetta per quella cosa nel mezzo della stanza diviene per consenso unanime, oggettivamente, una sedia. Vi è chiaro? Forse questo getta un po’ di luce sulle crociate? Forse getta un po’ di luce anche sulla spinta di fare proselitismo per una particolare convinzione religiosa? Certamente.

La fede, sfortunatamente, è più spesso una questione di rimuovere i dubbi (o coloro che dubitano) invece che di focalizzare l’attenzione su ciò che si crede. Rimuovere i dubbi è il primo sforzo che bisogna intraprendere per oggettivizzare la propria convinzione soggettiva.
Questa è la prima delle sette chiavi della creazione. Le sei successive si trovano nei passi della Procedura di Trattamento della Creazione di Avatar.

Ora, se volete andare a un livello ancora più fondamentale che quello di linguaggio ed etichette, vi troverete a gestire percezioni ed impressioni - sensazioni. Fate attenzione, perché in questo discorso stiamo per andare al di là della speculazione mentale. Guardatevi in giro e semplicemente tirate via le etichette di parole da qualunque cosa vediate. Tirate via le etichette di parole da ogni cosa. (La stanza diviene molto quieta).
Questo è il reame delle semplici forme. Alcune persone lo considerano l’oggettività ultima. Ma notate che ho detto “considerano”. Considerare è un processo soggettivo. Così avete ancora un pezzettino di soggettivo in questo reame di semplici forme. Siete voi, naturalmente. C’è “io” e ci sono forme.
Ma voi siete soggettivi? L’ “io” è soggettivo? Volete andare ancora un passo oltre? Tirate via tutte le etichette di parole dalla cosa che sta guardandosi attorno. Semplicemente mollate tutte le considerazioni o definizioni che avete per il vostro sé-cosa.
Adesso siete al di là del gruppo di realtà che possono essere categorizzate con i soliti concetti di soggettivo e oggettivo. Vi è una consapevolezza delle forme.

Si può andare oltre? Cessate di separare le forme una dall’altra. Siate consapevoli di ogni cosa, connessa dallo spazio in un unico insieme contiguo - potenziale che attende di essere definito. Libertà dall’impulso. Adesso stiamo parlando di Avatar.

Dal punto di vista di Avatar, oggettivo e soggettivo si evolvono in due funzioni della coscienza: esperienza e convinzione.

L’illusione che nasce con oggettivo e soggettivo è che la consapevolezza sia dentro la mente e qualcos’altro sia al di fuori della mente. Quel qualcosa al di fuori della mente - la realtà oggettiva - sembra essere indipendente da voi. Ma siete stati voi a renderla indipendente.

Il passo successivo in questa grande illusione è di concludere che la struttura di questa consapevolezza - la vostra coscienza - sia il risultato di questa “realtà oggettiva indipendente”. (La realtà oggettiva indipendente che voi avete creato soggettivamente). Allora qual è il risultato? Vi immaginate di essere coscienza che si sviluppa da questa “realtà oggettiva indipendente” e si evolve parallelamente alla struttura fisica. Addio spirito. Il giorno in cui ci credete, siete in trappola. Vi immaginate che il flusso della creazione proceda al contrario. Che fluisca in voi.
La trappola cerca di convincervi che le vostre convinzioni (soggettivo) siano un risultato causa-ed-effetto della vostra esperienza della realtà (oggettivo). Iniziate a cercare le cause della vostra convinzione (e delle esperienze che sta attirando) nel mondo. Nella realtà oggettiva. Così inizia la psicoterapia che rivanga nel passato. Si diviene religiosi cercando peccati e cose soppresse. Le persone iniziano a cercare vite precedenti, esperienze prenatali e abusi genitoriali. Cosa si sacrifica facendo così? Il potere della vostra decisione.

Sono felice di dirvi che non è il mondo, né il passato e neanche i vostri genitori che sono responsabili per il modo in cui sperimentate la realtà. La vostra coscienza soggettiva viene strutturata dai vostri accordi e dalle vostre decisioni. Avatar vi ripristina queste capacità.